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mercoledì 13 aprile 2011

5.La tecnica nel Medioevo-Innovazioni e utopie

Il mulino.

Il mulino nasce inizialmente come struttura ad asse verticale; La ruota è immersa interamente  nell'acqua .Fissato all'albero in rotazione , il disco superiore della macinam,ruota alla stessa velocità delle pale e strofinando su un disco fisso macina il grano. 
Il mulino greco era di piccole dimensioni e piuttosto lente. Per questo lo si usava sopratutto nelle zone di collina dove le correnti d'acqua erano più forti e imprimevano una rotazione più rapida alle pale
[¹]. La loro origine è probabilmente barbarica[²].

Mulino ad asse verticale
 La struttura dei mulini ad asse orizzontale è invece molto più complessa.
L'albero della ruota è appoggiato su due fusi che poggiano a loro volta su due cunetti .Una differenza fondamentale dalle prime ,è sicuramente l'impiego di ruote a denti.
Seppure molto più elaborate ,le innovazioni resero il mulino fondamentale sopratutto come strumento di produzione .
Mulino ad asse orizzontale
Ci fanno intuire la reale svolta che recò il mulino nella produzione ,le diverse tesi nate intorno alla sua nascita e al suo utilizzo.
Primo su tutti si deve citare Marc Bloch , sostenitore della tesi ,secondo cui il mulino non era così diffuso nel medioevo anche perchè nell'antica Roma c'era una mano d'opera a basso prezzo molto diffusa.
Luigi Russo , afferma invece che il mulino era già usato nell'antichità in modo raffinato.

Addirittura nella Divina Commedia si può già intravedere la figura del tecnico ,come fautore della cosiddetta "protoindustria".Di seguito viene riportata la descrizione dell'arsenale di Venezia:




Quale nell'arzanà de' Viniziani
bolle l'inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,
- ché navicar non ponno; in quella vece
chi fa suo legno novo e chi ristoppa
le coste a quel che piú vïaggi fece;
(INFERNO - CANTO XXI, vv. 7 e sgg.)
 -Quello che è certo , è che solo nel Medioevo si iniziano a gettare le basi della scienza ,e delle sue varie conseguenze.Galilei in primis , ne permise la diffusione dando vita alla scienza sperimentale.

Ovviamente, l'influenza della tecnica , è riscontrabile in qualsiasi esempio artistico. Basta pensare al Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes dove il povero cavaliere più volte entra più volte in "conflitto" con i mulini a vento : <<Don Chisciotte scambia per smisurati giganti con i quali vuole subito battagliare. Malgrado gli ammonimenti di Sancio egli si slancia a galoppo contro il primo mulino a vento, cadendo a terra e rimanendo piuttosto malconcio>>.
 
Per approfondimenti :
-Conoscere l'evoluzione tecnica dei mulini: mulini ad asse verticale;
-Musei : dell'acqua e del mulino.
-I diversi tipi di mulino :http://kidslink.bo.cnr.it/mameli/mameli/lavori/mulini/mappagen.htm

[¹] Fonte internet.
[²]Vittorio Marchis ,Filippo Nieddu . Materiali per una storia delle tecniche . Celid ,2010.

mercoledì 6 aprile 2011

3. Le tecniche nel Mondo Antico. Reperti e testimonianze

In questa terza lezione ,partendo da reperti e testimonianze  , si vuole dar credito alle capacità tecnico realizzative degli antichi romani.

Ma cos'è una testimonianza storica? Utilizzando le parole dello storico francese Marc Bloch , possiamo dare questa risposta :  "La testimonianza storica riguarda tutto ciò che l'uomo dice o scrive, tutto ciò che costruisce, tutto ciò che sfiora, può e deve fornire informazioni su di lui".
A tal proposito possiamo citare due opere fondamentali :
-Il De Architectura Libri X ;
-Il De Aquaeductu Urbis Romae .

Il De Architectura Libri X , scritto dal primo teorico dell'architettura Marco Vitruvio Pollione .Se ne vogliono ora nominare quelli che possono sembrare i più interessanti ai fini del nostro corso :
Libro III: Gli ordini architettonici e i canoni del costruire. Ho scelto per primo questo libro , poichè si vede come nel antico si stabilivano , con approci empirici , situazioni ideali . Solamente da Galilei in poi si capirà che non è possibile costruire in scala.
Libro X : La macchina . Mentre nei precedenti nove libri , Vitruvio tratta dell'arte del costruire , nell'ultimo libro , fissa la sua attenzione sulle macchine , elementi innovativi e fondamentali della cultura materiale dall'utilizzo bellico a quello quotidiano¹.

"Machina est continens et materia coninunctio maximas
  ad onerum motus habens virtutes ".




"Pantheon"


Il De Aquaeductu Urbis Romae , è un'opera fondamentale dal punto di vista tecnico e documentario nello studio delle architetture idrauliche realizzate dai Romani.
L'opera venne scritta da Sesto Giulio Frontino , in qualità di curator aquarum ,carica che conferiva al detentore il controllo assoluto sull’approvvigionamento idrico della città e sulla gestione degli acquedotti (FONTE: wikipedia) .
Frontino , spiega come dalla fonte all'abitazione, l'acquedotto ,possa essere diviso in quattro elementi : la sorgente , il canale , il castellum aquae ( partitore delle tre utenze : Pubblica , fontane e domus ) , rete idrica urbana.
Oltre che dal punto di vista tecnico , l'opera è fondamentale se letta sotto la luce gestionale delle risorse idriche.Era infatti compito del curator aquarum ,controllare la corretta l'approvigionamento idrico delle varie utenze . Questo controllo era possibile grazie alle fistulae : modulatori di terracotta e piombo².

"Pont Du Gard"


[¹] Vittorio Marchis ,Filippo Nieddu . Materiali per una storia delle tecniche . Celid ,2010.
[²] Fonte :Pasquale Argenziano , docente presso la Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli della  Seconda        Università degli Studi di Napoli.