In Europa, il processo di industrializzazione si avviò lentamente, in quanto mancavano alcuni dei fattori la cui presenza aveva determinato lo sviluppo tecnologico e industriale in Inghilterra. Alla fine del Settecento la Francia era ancora un paese prevalentemente agricolo. In Germania, l'industrializzazione era frenata dal permanere di strutture feudali, dall'opposizione dei grandi proprietari terrieri, dalle corporazioni dei mestieri: ma se la meccanizzazione del lavoro sarebbe stata tardivan sarebbe stata però talmente rapida da superare quella di tutti gli altri paesi europei. In Italia, la rivoluzione Industriale, coincise con il periodo Risorgimentale. La nostra nazione era una delle più arretrate. Oltre alla mancanza di materie prime ne ostacolavano lo sviluppo economico, la divisione politica e l'arretratezza economica.
Quando con la rivoluzione industriale, in intuiesce la potenza del fuoco, sorge la necessità di portare alla macchina, l'energia del fuoco.
La linea Stockton-Darlington, in Inghilterra, fu la prima ad utilizzare l'energia del vapore per i trasporti.
Nasce così la railway: una massa che trasporta energia. Il contributo di Stephenson e Fell,permise di arrivare alla locomotiva.
In Italia, la prima rete ferrata, fu la Napoli-Portici, inaugurata il 3 Ottobre 1839 e progettata dall'ingegnere francese Armand Bayard de la Vingtrie.
Nel 1848, si inaugura la Torino-Moncalieri-Trofarello. Fu proprio proprio il Piemonte a concepire l'idea di aprire attraverso le Alpi la prima via al commercio internazionale. Sebbene, il Piemonte infatti, si mosse in questo campo, successivamente rispetto alle altre regioni meridionali, nel 1861, essa era arrivata ad occupare circa il 45% della della rete ferroviaria italiana. Affrontare le grandi pendenze dei Giovi, era però molto rischioso e faticoso per le macchine di quel periodo. Si arriverà così nel 1854 a costruire la prima motrice a vapore, la "Sampierdarena" che con i suoi 417 cavalli, raggiungeva una velocità di 45 Km/h.
-Approfondimento:Storia delle ferrovie Italiane.
In Francia lo sviluppo fu molto più lento, se confrontato con quello della penisola italiana.
Il 30 ottobre 1830 venne inaugurata in Francia la Saint-Etienne-Lione col primo tratto di 15 chilometri. A Parigi la strada ferrata che la univa a San Germano fu invece inaugurata sei anni dopo, il 24 agosto 1837. Quel giorno un passeggero singolare era un giovane poeta non ancora romanziere, Victor Hugo, che così descrisse scrivendo alla moglie questo suo primo viaggio in ferrovia: "E' un movimento magnifico, che bisogna aver sentito per rendersene conto. La rapidità è inaudita. I fiori ai lati della via non son più fiori, sono macchie anzi sono strisce rosse o bianche;... le città, i campanili e gli alberi danzano e si perdono follemente nell'orizzonte;...Occorre uno sforzo per non figurarsi che il cavallo di ferro sia una vera bestia. La si sente soffiare nel riposo, lamentarsi in partenza, guaiolare in cammino: suda, trema, fischia, nitrisce, rallenta, trascina; enormi rose di scintille sprizzano gialle ad ogni giro di ruota o dai suoi piedi, e il suo respiro se ne va al di sopra delle nostre teste in belle nuvole di fumo bianco, che si lacerano sugli alberi della strada ".( Lo spunto è stato preso dall'approfondimento sopra citato ).
Per rendere meno pesante e più coinvolgente l'affascinante storia dell'evoluzione dei trasporti si consiglia al lettore la visione dei seguenti video:
Questa sedicesima lezione è un prosequio della lezione del blog precedente.
E' infatti nel campo tessile che la rivoluzione industriale si muoverà, più che in altri settori. I collegamenti con Egitto,Cina, America e con le Indie avevano permesso di importare il cotone. A differenza della lana, quest ultimo aveva un costo minore e le fibre, più fini, permettevano di ricavare un filato più raffinato.
Si riproponeva però il problema della filatura, che trova la soluzione nella costruzione di nuove macchine.
L'industrializzazione, farà scoppiare il fenomeno della moda. Questo accade perchè gli industriali vogliono spronare i propri clienti a comprare più capi. Se prima si comprava un vestito costoso da usare solo nelle rare occasioni, ora le classi medie, possiedono una varietà di capi.
Ora si passeranno in rassegna alcune macchine che hanno permesso il fiorire dell'arte tessile, toccando uomini che erano già stati richiamati nel precedente blog.
1200 ca.Spinning Wheel (la foto è ovviamente più recente)
Nel 1768, Arkwright, sarà il primo a meccanizzare il processo di torcitura del filo, meccanizzato attraverso un sistema autonomo. Tale sistema prenderà il nome di "water frame".
Richard Arkwright: water frame-1768
Crompton, infine, automatizzerà tutto il processo della filatura con la "mule Jenny".
Samuel Crompton: mule jenny-1779.
Tutte le macchine sopra elencate e i vari processi tecnici, porteranno dall'800' in poi, all'uso delle macchine a vapore per far muovere le forze motrici. Questo permetterà la concentrazione di sistemi produttivi in diverse zone, poichè il combustibile non limita territorialmente le industrie a differenza di quanto avveniva precedentemente con l'acqua.
La vera rivoluzione di questo periodo, per il settore tessile, fu senz'altro l'impronta lasciata da Joseph Marie Jacquard. Con la sua invenzione, il castello di aghi dei pedali, venne fatto comandare da un sistema di scheda perforate, rendendo automatica la movimentazione dei licci ed eliminando l'uso dei pedali .
Come tutte le rivoluzioni, anche quella industriale fu un processo continuo e irreversibile.
Secondo lo storico Thomas Ashton, il periodo interessato, va dal 1760 al 1830, comportando un passaggio da un sistema produttivo artigianale basato su strumenti manuali ad un sistema industriale basato sulla macchina.
Il cambiamento interessò tutti i settori ed è per questo, che nel 700' nacque il concetto di "progresso".
Ma quali furono le cause alla base di questo processo?
Sicuramente la risposta si trova nella necessità primaria di un cambiamento a livello economico e "mentale", causato dalla necessità di ampliare le proprie conoscenze e sopratutto di soddisfare una società, che passava da una società prettamente rurale a industriale.
Questo profondo cambiamento, portò con se, un incredibile aumento demografico, e per la prima volta, una rivoluzione seppe soccombere a questa necessità grazie all'uso di nuove tecniche.
Le varie migliorie in campo economico e sociale, ebbero sullo sfondo, grandi uomini; è proprio per questo che la rivoluzione industriale vede al centro della società, la figura del tecnico e dello scienziato.
Quali cambiamenti portò la rivoluzione industriale? (riferimento)
Innanzitutto un diverso utilizzo delle risorse materiali. Se nella società agricola, esse erano di facile reperimento naturale, nella società industriale, acciaio e materiale plastico sono loro stessi prodotti industriali.
Il villaggio si trasforma in città industriale e la tipologia dello scambio, praticata nelle piazze verrà sostituita dalle industrie, che diventano ora il fulcro della città(Terni).
Il principale strumento di comunicazione non sarà più la lettera ma il telegramma e la telefonata.
La conoscenza, non viene più trasmessa tramite l'apprendistato ma attraverso le scuole tecniche.
In questo periodo, nasce perà anche il lavoro minorile, o meglio, se prima era normale che bambini portassero le pecore al pascolo, ora il loro lavoro all'interno di industrie o miniere è visto come uno sfruttamento (Rosso Malpelo, Giovanni Verga-1880).
Una frase che sintetizza quanto detto in questo blog è: "Se nella società artigianale, l'operaio era protesi della macchina, nella società industriale, l'operaio diventa un servente del pezzo"(Prof.Vittorio Marchis).
Di seguito dei video per approfondire l'argomento: